Connessioni, amicizia, crescita, formazione, c’è tutto questo nel racconto della prima settimana di MH/TP a firma del nostro Federico Cianciaruso

di Federico Cianciaruso

La prima settimana a Lecce per il progetto MH/TP di Officine della Fotografia è stata, naturalmente, caratterizzata da un primo approccio generale al tema di lavoro e dall’incontro con tutte le persone coinvolte: l’organizzazione, i miei quattro colleghi per questo progetto e tutti i docenti e collaboratori esterni con cui abbiamo avuto modo di interagire.

Il primo dato rilevante – per me – è stato senza dubbio la conoscenza dei miei quattro compagni di viaggio, persone con cui non è stato difficile instaurare da subito un rapporto di condivisione e comunione d’intenti e stimoli. La convivenza stretta per cinque giorni ha portato a sviluppare un naturale rapporto d’amicizia che, in verità, si è rivelato proficuo anche nell’approfondimento dei temi proposti dai docenti e soprattutto nello sviluppo di un pensiero critico sul progetto di ribaltamento della stazione.

Foto di Federico Cianciaruso
(tutti i diritti riservati)

L’incontro con figure professionali come quella di Marco Introini ci ha condotto anche ad un primo sopralluogo nella zona della stazione di Lecce, e personalmente, è stato fondamentale nel darmi la consapevolezza di poter approcciare al progetto con strumenti e metodologie vicine al mio modo d’intendere la fotografia. Accanto alla sua figura, gli approfondimenti con geometri e tecnici del comune, sono stati importanti – anche e soprattutto da architetto – per comprendere meglio le ricadute urbanistiche e architettoniche dell’operazione. Il dialogo con figure di ambiti differenti da quello fotografico, come il prof. Pollice o lo scrittore La Peruta, hanno arricchito il discorso fornendo spunti interessanti per la strutturazione del percorso narrativo.

In generale la prima settimana di lavoro mi ha dato modo di comprendere una realtà e iniziare a immaginare – col supporto dei docenti, organizzatrici e miei colleghi – un lavoro che possa restituire la grande rivoluzione, quasi copernicana, che questo ribaltamento andrà a costituire per la città e i suoi abitanti.