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di Valeria Potì

“Ieri ho percorso 18 chilometri”, ci accoglie così una mattina il nostro Stefano Miliffi, uno dei cinque protagonisti di MH/TP. Lo avevamo lasciato il pomeriggio del giorno prima, sul perimetro del cantiere della stazione, con il suo zaino in spalla e le scarpe buone.

Può sorprendere per un istante il numero dei chilometri, perché non corrisponde alle distanze e all’area di cantiere. Una sorpresa che diventa poi soddisfazione, perché quei chilometri corrispondono all’esatta misura di quanto Stefano abbia compreso il valore della sua fotografia per questo progetto, il valore della fotografia come strumento non solo di narrazione ma anche di visione, interpretazione. Abbiamo studiato il progetto, abbiamo visionato le tavole (una di esse è diventata il nostro marchio) ci confrontiamo costantemente con i tecnici del comune, delle aziende coinvolte, con gli operai, stiamo imparando nuovi linguaggi e tutto questo ci ha permesso di comprendere quanto, questa opera, sarà determinante per il futuro della città, ne cambierà il volto, aprendola a nuovi spazi. Un cambiamento che oggi, solo in pochi riescono ad intravedere osservando il cantiere. A Stefano questa volta, più degli altri giorni in cui è stato a Lecce, sono bastate poche ore dal suo arrivo da Berlino, per comprendere che i suoi piedi, in scarpe nuove, dovevano muoversi, portare lo sguardo e la mente a vivere il cambiamento che stava immaginando, a ritrovarlo negli sguardi e nelle testimonianze di tutte le persone che ha trovato nella sua ricerca senza meta ma con metodo ed obiettivo. Stefano ha percorso 18 chilometri in un solo giorno perché ha compreso quanto l’opera di ribaltamento non modificherà solo i luoghi ma anche le persone, il quotidiano di molti, il vivere di alcuni.

Lo ha compreso, ci ha immaginato ed è venuto a cercarci nella sua visione.


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